Review

New  _ My new personal exhibition at RvB ARTS Gallery

“CON UN SORRISO SI PUO’ TUTTO” ( october 2019)

For Fantini (Rome, 1960) the composition of each work is above all a graphic issue, of contrasts and chromatic combinations. The artist, who in the past was a dancer and worked as a fashion photographer, is passionate about furnishing and design, all the disciplines that in some way have been addressed in his works, in various ways. If in previous works the color and oil had been applied to a material substrate, a mixture of marble dust and plaster laid on the canvas, now the acrylic is combined with mixed techniques, and is applied on a fabric base, the whose decorations remain visible in transparency. The ornamental aspect given by the fantasy of the fabric is integrated into the figurative outline of the whole and becomes one of its founding elements.

With a smile you can all present a series of works, performed starting in 2010, all united by three elements that immediately strike: the capture of inflamed tones, the fact that the subjects always represent teenagers or girls, the faces “empty”, devoid of color and of any physiognomic trait, perhaps more unsettling and a first glance.

But even the figures are presented without a face, they do not transmit a sense of anxiety, however, but rather of suspension, in their allusion to the moment of the transition between two different ages, two phases of life, and to the myriad of possibilities that the future reserves.

If, by convention, in the tradition of Western art the face contains the identity of the subject, Fantini seems to face us and a challenge, or rather, invite us to participate in a game, as if we were children: in the lack of expression expression – a a veritable emotional clean slate – we can imagine that we prefer more and the colors that we prefer.

The visual component (the color choices, the use of different materials, the lack of three-dimensionality and shadows), as well as the method that Fantini uses to construct his figures, refer to the collage technique: after an accurate search on the internet , created by a “hybrid” person, whose characteristics undergo a process of resemantization. Overall, the result refers to graphic and illustration works that recall a children’s volume.

The figures of adolescents and little girls observed precisely chasing each other in the various panels, between color references and crossed poses, as if to tell a story: Fantini invites us to become spectators of their dialogue, and, why not, to observe children ourselves , working with fantasy and embracing a purely playful work, as if we were looking through the pages of a book.
Luisa Grigoletto

Per Fantini (Roma, 1960) la composizione di ogni opera è innanzitutto una questione grafica, di contrasti e accostamenti cromatici. L’artista, che in passato è stato ballerino e ha lavorato come fotografo di moda, è appassionato di arredamento e design, tutte discipline che in qualche modo trovano uno sbocco nelle sue opere, in vario modo. Se in lavori precedenti il colore ad olio era stato applicato ad un substrato materico, un impasto di polvere di marmo e gesso steso sulla tela, ora l’acrilico si abbina a tecniche miste, ed è applicato su una base di stoffe, le cui decorazioni rimangono visibili in trasparenza. L’aspetto ornamentale dato dalla fantasia del tessuto viene integrato nello schema figurativo d’insieme e ne diventa uno degli elementi fondanti.

 

Con un sorriso si può tutto presenta una serie di opere, eseguite a partire dal 2010, tutte accomunate da tre elementi che colpiscono immediatamente: le capigliature dai toni infiammati, il fatto che i soggetti rappresentino sempre adolescenti o bambine, e i volti “vuoti”, privi di colore e di qualsiasi tratto fisiognomico, forse l’aspetto più spiazzante ad un primo sguardo.

 

Ma sebbene le figure si presentino senza viso, non trasmettono tuttavia un senso di inquietudine, quanto piuttosto di sospensione, nel loro alludere al momento di passaggio tra due età diverse, due fasi della vita, e alla miriade di possibilità che il futuro riserva.

 

Se, per convenzione, nella tradizione dell’arte occidentale il volto racchiude l’identità del soggetto, Fantini sembra porci di fronte ad una sfida, o, meglio, invitarci a partecipare ad un gioco, come fossimo bambini: nella mancanza di qualsiasi espressione – una vera e propria tabula rasa emozionale – possiamo immaginare l’aspetto che più preferiamo e i colori che più ci aggradano.

 

La componente visiva (le scelte cromatiche, l’uso di diversi materiali, la mancanza di tridimensionalità e di ombre), così come il metodo che Fantini usa per costruire le sue figure, rimandano alla tecnica del collage: dopo un’accurata ricerca su internet, l’artista assembla assieme braccia, teste, gambe e movenze provenienti da soggetti e contesti differenti, dando vita a creature “ibride”, le cui caratteristiche subiscono un processo di risemantizzazione. Nell’insieme, il risultato rimanda ad opere di grafica e illustrazione che ricordano un volume per ragazzi.

 

Le figure di adolescenti e bambine sembrano per l’appunto inseguirsi nei vari pannelli, tra rimandi cromatici e pose incrociate, come a voler raccontare una storia: Fantini ci invita a diventare spettatori del loro dialogo, e, perché no, a ritornare bambini noi stessi, lavorando di fantasia e abbracciando l’aspetto puramente ludico dell’opera, come se stessimo sfogliando le pagine di un libro.

Luisa Grigoletto

 

 


 

MYTHS AND LEGENDS  (december 2018)

 


 

 

(october 2018)

FINALISTA PREMIO ARTE 2018

Mostra al PALAZZO REALE di MILANO dal 16 Ottobre al 21 Ottobre 2018.

( LA MAESTRINA 120×80 cm )

 


 

( may 2018)

 

RvB Arts | Via delle Zoccolette 28 | +39 335.1633518 | info@rvbarts.com | www.rvbarts.com

Michele von Büren di RvB Arts presenta

MANI

prima edizione

Manualità

Armonia

Narrazione

Italiana

 

con le opere di

Bato     Leonardo Blanco     Lorenzo Bruschini    

Lucianella Cafagna     Chiara Caselli     Alessio Deli    

Fantini     Andrea Gallo     Gianlorenzo Gasperini    

Vittorio Iavazzo     Arianna Matta     Claire Piredda    

Nicola Pucci     Massimo Pulini     Vera Rossi    

Alessandro Sicioldr     Luca Zarattini

 

Vernissage e cocktail: giovedì 24 e venerdì 25 maggio 2018

dalle 18.00 alle 22.30

 

RvB Arts – Via delle Zoccolette 28, 00186 Roma

Antiquariato Valligiano – Via Giulia 193, 00186 Roma

 

la mostra resterà aperta fino a sabato 22 settembre

orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso

 

Curatrice e organizzazione: Michele von Büren di RvB Arts

Testo critico: Luisa Grigoletto

info 3351633518 | www.rvbarts.com

 

RvB Arts è lieta di presentare MANI (acronimo di Manualità Armonia Narrazione Italiana), una mostra collettiva che inaugura e allo stesso tempo corona un progetto a lungo termine della galleria: si terrà, infatti, con cadenza annuale, a maggio, con l’intento di presentare una filosofia creatasi attorno ad un gruppo di artisti, e incentrata su alcuni punti cardine che hanno guidato le scelte curatoriali della galleria fin dal principio. In particolare, la predilezione per giovani artisti italiani accomunati da una spiccata capacità tecnica, che cercano di aggirare le tendenze più recenti dell’arte contemporanea e riportare l’attenzione su elementi più tradizionali, come la maestria tecnica e l’armonia estetica, quali fattori fondanti dell’opera d’arte.

 

Tutti gli artisti di MANI, interpreti di una figuratività o gestualità armoniosa, vantano una solida formazione artistica, una costante pratica nel settore e un distintivo linguaggio personale, e sono quindi interpreti di quel desiderio di riportare al centro dell’arte l’emozione e la bellezza.

Con il ripetersi della collettiva ogni maggio, la galleria si propone di includere un numero sempre maggiore di artisti che operano in sintonia con questo progetto, che si fa interprete e promotore di una rinata manualità italiana.

MANI vuole anche mettere il focus sulla ricca e sempre più apprezzata attività di talent scout della galleria RvB ARTS. Infatti molti dei suoi artisti hanno vinto importanti premi e partecipato a prestigiosi eventi internazionali, ottenendo riconoscimenti condivisi dalla critica e dal mercato.

Per la prima edizione, la galleria ha selezionato artisti già ben noti al suo pubblico romano come il pittore e scultore Bato, fresco del successo della sua mostra personale Jungle; Lorenzo Bruschini, noto per opere che coniugano la dimensione del sogno e del mito; la pittrice Lucianella Cafagna, annoverata dall’Enciclopedia Treccani tra i venti artisti contemporanei più rilevanti del panorama italiano; la fotografa Chiara Caselli, appena rientrata dalla partecipazione alla prestigiosa Biennale di Fotografia di Mosca, unica fotografa italiana accanto a Jodice, Berengo Gardin e Marsili Libelli; Fantini, che partecipa con le sue sculture in bronzo e pietra normalmente esposte esclusivamente a Parigi; Andrea Gallo, vincitore del Young At Art 2015 e con un’opera nel Museo di Arte Contemporanea Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona di Rende; Gianlorenzo Gasperini, le cui opere sono state parte della collezione permanente dell’Opera Gallery di New York; Arianna Matta, pittrice romana appena conclusa la sua prima personale a Parigi; Claire Piredda, scultrice che fa uso di argilla grezza di Calcata, antico borgo dove vive e lavora; Vera Rossi, selezionata quest’anno per una personale alla Mia Photo Fair di Milano e adesso artista della Galleria Forni di Bologna; e Luca Zarattini, giovane pittore già vincitore di importanti premi e finalista al prestigioso Premio Lissone 2014.

La mostra comprende anche due giovanissimi talenti recentemente aggiunti alla scuderia della galleria: Alessandro Sicioldr, che ha già attirato l’attenzione internazionale; e lo scultore napoletano Vittorio Iavazzo che presenterà per la prima volta le sue figure umane di cartapesta a grandezza naturale.

Nicola Pucci invece torna in galleria con nuove opere che confermano la sua tecnica sapiente che ha attirato l’attenzione di commercianti d’arte di fama mondiale, come Larry Gagosian, e di intenditori come lo è stato Carlo Bilotti, rinomato collezionista d’arte. Lo scultore Alessio Deli, che ha opere collocate in numerosi spazi pubblici, partecipa con le sue ricercate sculture realizzate mediante l’assemblaggio e la modellazione di materiali riciclati; mentre Leonardo Blanco, vincitore di numerosi premi e concorsi con opere in mostra permanente nella Repubblica di San Marino e all’estero, presenta le sue opere avvolte con le resine industriali.

In questa occasione ci sarà anche la straordinaria partecipazione di Massimo Pulini, artista e storico dell’arte, docente di pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, attualmente Assessore alla Cultura del Comune di Rimini. Ha esposto dal 1976 in sedi private e pubbliche italiane e internazionali quali Villa Adriana di Tivoli, le Scuderie del Quirinale, la Galleria Nazionale di Parma e l’Istituto Italiano di Cultura di Londra.

 

Michele von Büren: creatrice di RvB Arts; www.rvbarts.cominfo@rvbarts.com

Ufficio stampa: Caterina Falomo; tel 346.8513723; caterina@pennarossapresslab.it

 

 

 

 


 

 

se vedi due rinoceronti… (April  2017)

Fantasy and surprise are key elements in the new exhibition of paintings and sculptures by FANTINI entitled se vedi due rinoceronti… (if you see two rhinos…). The artist seeks to draw attention in his own way to the plight of the rhino, by helping us re-discover the animal through the innocent eyes of childhood, putting the emphasis on the sheer wonder and joy that the sight of such a creature generates in the observer.

 

Born in Rome in 1960, Roberto Fantini has had a long and varied career in the arts, working as a professional ballet dancer, actor and photographer as well as painter and sculptor. He spent 14 years traveling and living outside Italy, a period that included long sojourns in Asia and in particular Tibet, before returning to Rome in 2000. Fantini’s travels have had a powerful impact on his work, contributing to a primitif quality reminiscent of ancient tribal art.

 

Fantini’s images rely on an elaborate layering technique which is often combined with cloth insertions. His trademark black outlines and simplified areas of color create an authenticity that speaks directly to the viewer and has won him a large following in Italy and abroad.

 

Sorpresa, immaginazione e gioco sono gli elementi principali della mostra personale di FANTINI dove, all’interno di ogni opera, un semplice elemento può essere lo spunto per una storia fantastica. In se vedi due rinoceronti…, giovani presenze umane affiancate ad animali e oggetti comunicano in uno stato di sospensione fatto di totale complicità con se stessi e l’altro. L’innocenza e l’attenzione rivolta alle cose diventano così le principali caratteristiche di quel mondo che tutti dovremmo riscoprire.

Nato a Roma nel 1960, Roberto Fantini ha avuto una lunga e svariata carriera nelle arti, lavorando come ballerino professionista, attore, fotografo nonché pittore e scultore. Ha passato 14 anni in viaggio e vivendo fuori dall’Italia, un periodo che ha incluso lunghi soggiorni in Asia e in particolare in Tibet, per poi tornare a Roma nel 2000. I viaggi di Fantini hanno avuto una forte influenza sulle sue opere, contribuendo a dar loro una qualità primitif che ricorda l’antica arte tribale.

Le opere di Fantini, attraverso un’elaborata tecnica a strati composta di tessuti e pittura, accostano con originalità gioco decorativo e gusto minimalista. La sua attenzione per il colore e per le interazioni umane crea un’autenticità che parla direttamente allo spettatore e gli ha fatto guadagnare un largo seguito in Italia e all’estero.

Creata da Michele von Büren, RvB ARTS promuove l’Accessible Art. Scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche ‘abbordabile’ da un punto di vista economico.


SE VEDI DUE RINOCERONTI…

L’uomo è fatto per essere un giocattolo, strumento di Dio, e ciò è veramente la migliore cosa in lui. Egli deve, dunque, seguendo quella natura e giocando i giochi più belli, vivere la sua vita, proprio all’inverso di come fa ora. (Platone)

Sorpresa, immaginazione e gioco sono gli elementi principali della mostra personale di FANTINI dove, all’interno di ogni opera, un semplice elemento può essere lo spunto per una storia fantastica. In se vedi due rinoceronti…, che è l’estratto del titolo di un opera presente in mostra, giovani presenze umane affiancate ad animali e giovani presenze umane affiancate ad animali e oggetti comunicano in uno stato di sospensione fatto di totale complicità con se stessi e l’altro.

Ai dipinti ad acrilico e olio realizzati su tessuti dai motivi raffinati e stravaganti, si affiancano due sculture di rinoceronti in bronzo in cui la pietra (porfido, granito e sassi di mare) viene incastonata come a presentarne la struttura interna.

Il rinoceronte, animale simbolo di saggezza, solitudine, pazienza e stabilità, per la sua possanza fisica e per la sua antica origine, possiede presso le popolazioni africane e asiatiche qualità totemiche o magiche che lo mettono in rapporto alla forza interiore e alla capacità di aprire la mente ai ricordi.

Così i riferimenti di Fantini vanno, nella loro stilizzazione formale, dalle figure archetipe a quelle della contemporaneità in un continuum circolare di interferenze, richiami e rimandi che vedono come protagonisti bambini e ragazze senza volto che si trovano e si cercano in un gioco fantastico e surreale. Come nel teatro dell’assurdo di Eugène Ionesco, l’incontro con il Rinoceronte diviene casualmente l’occasione per interrogarsi sull’identità e sull’unicità che caratterizza ognuno di noi.

La circolarità e il cerchio sotto forma di bolle di sapone, di lecca-lecca, del gioco sono altri elementi che troviamo molto spesso nelle sue opere. Il ritorno all’infanzia e all’adolescenza ci fa pensare all’Eterno Fanciullo di cui parlava Jung, qui presente sotto forma di candida sagoma bianca che mantiene celate le sue identità ma che per grazia formale è donna. In un accordo armonico i suoi protagonisti mantengono una duplice natura che oscilla tra sensibilità e ragione, plasticità e pura forma.

Con una caratteristica leggerezza e disciplina tipica della danza, che grande importanza ha avuto nella sua formazione, Fantini dispone attentamente le figure come si trattasse di una coreografia. Dal forte carattere introspettivo e speculativo, le sue giovani presenze interagiscono in modo sincronico e cadenzato mostrandosi in eleganti posture. Ambientati in contesti metafisici, sono raccolte in uno stato di stupore primordiale che non solo si ripete ma si rinnova continuamente nella presenza del doppio o multiplo di se stesso.

A conferire quel senso di casualità, ordine, vertigine e ripetizione interno alle opere interviene il gioco. Questo, oltre ad essere visibile negli oggetti, è rintracciabile nell’alternanza di forme e colori ripetuti in forma di rebus. Attraverso di esso, l’artista ci trasmette quel senso di libertà e spontaneità che nascono proprio da un rapporto armonico e disinteressato verso l’altro. L’innocenza, lo stupore e l’attenzione rivolta alle cose diventano così le principali caratteristiche di quel mondo che tutti dovremmo riscoprire.

Viviana Quattrini


HEAD BOX ( march 2015)

HEAD BOX è dedicata alle ultime opere dell’artista romano FANTINI che, attraverso un’elaborata tecnica a strati composta di tessuti e pittura, accostano con originalità gioco decorativo e gusto minimalista.

Protagonisti sono deliziosi volti di bambini percepiti come pure sagome. Candidi e birichini allo stesso tempo, le sue figure stabiliscono un autentico rapporto di scambio con l’esterno.
Il colore e l’ornamento attentamente calibrati sono elementi irrinunciabili che custodiscono l’innocente purezza del suo mondo immaginario.

L’idea delle figure stilizzate nasce come esigenza primaria dell’artista di apporre la propria firma.
FANTINI in questo caso ironizza sulla mercificazione del suo prodotto peraltro mai seriale. Da qui l’idea di concentrare l’attenzione nelle opere di piccolo formato che, come delle scatole, racchiudono i volti.

Atmosfere silenti custodiscono il segreto di una pittura che conduce attraverso il gioco di forme e colori in mondi sospesi. La purezza dei suoi protagonisti, assorti in delicate questioni, cattura lo spettatore interrompendo la sensazione dell’incessante scorrere del tempo. Le figure astanti oppure in bilico si stagliano su scenari anch’essi indefiniti.
I nostri sensi, attutiti da una innocente e serena mancanza di certezza, colgono lo stesso sbalordimento delle bambine e delle giovani ragazze raffigurate. Queste sotto forma di semplici ed espressive sagome, si scrutano intorno incuriosite. Colti, in una costante scoperta, attraverso piccoli cenni, mostrano le loro perplessità.

Peluche, animali e giochi a cui vengono affiancate queste tenere figure sembrano rappresentare l’unica certezza e, come i volti raffigurati sullo sfondo, talvolta predominano. I colori, accentuati e in contrasto, altre volte giocate sulle stesse tonalità, ci mostrano una realtà alterata e fantastica che ci penetra ma si inserisce allo sguardo con delicatezza.

FANTINI ci fa così entrare attraverso uno stile immediato ed una tecnica elaborata in un mondo, come quello dell’infanzia e dell’adoloscenza, il cui il simbolico predomina sul reale. Il gioco delle proporzioni e degli equilibri, i decori che si inseriscono tra figure apparentemente simili, mostrano la costante rivalutazione e messa in discussione da parte dell’artista dei fatti riguardanti la rappresentazione. Dipinti preparati con gesso, colla di marmo nascono dall’accurata sapienza nell’uso dei materiali e di tecniche acquisite nel corso degli anni. Tessuti sovrapposti e accostati, raffinati broccati, effetti pittorici di craquelé e a volte il cemento, fanno così da sfondo alle eleganti figure dei suoi dipinti donando carattere e gusto materico alla sua incessante ricerca.

Viviana Quattrini

 


 

(november 2017)


 

(june 2015)


 

(november 2016)


 

 

 


 

(march 2012)

 

 

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 (2010)