ROBERTO FANTINI - OFFICIAL WEBSITE

Review

HEAD_BOX

 

HEAD BOX è dedicata alle ultime opere dell’artista romano FANTINI che, attraverso un’elaborata

tecnica a strati composta di tessuti e pittura, accostano con originalità gioco decorativo e gusto

minimalista.

 

Protagonisti sono deliziosi volti di bambini percepiti come pure sagome. Candidi e birichini allo

stesso tempo, le sue figure stabiliscono un autentico rapporto di scambio con l’esterno.

Il colore e l’ornamento attentamente calibrati sono elementi irrinunciabili che custodiscono

l’innocente purezza del suo mondo immaginario.

 

L’idea delle figure stilizzate nasce come esigenza primaria dell’artista di apporre la propria firma.

FANTINI in questo caso ironizza sulla mercificazione del suo prodotto peraltro mai seriale. Da qui

l’idea di concentrare l’attenzione nelle opere di piccolo formato che, come delle scatole,

racchiudono i volti.

 

Atmosfere silenti custodiscono il segreto di una pittura che conduce attraverso il gioco di forme e

colori in mondi sospesi. La purezza dei suoi protagonisti, assorti in delicate questioni, cattura lo

spettatore interronpendo la sensazione dell’incessante scorrere del tempo. Le figure astanti

oppure in bilico si stagliano su scenari anch’essi indefiniti.

I nostri sensi, attutiti da una innocente e serena mancanza di certezza, colgono lo stesso

sbalordimento delle bambine e delle giovani ragazze raffigurate. Queste sotto forma di semplici ed

espressive sagome, si scrutano intorno incuriosite. Colti, in una costante scoperta, attraverso

piccoli cenni, mostrano le loro perplessita.

 

Peluche, animali e giochi a cui vengono affiancate queste tenere figure sembrano rappresentare

l’unica certezza e, come i volti raffigurati sullo sfondo, talvolta predominano. I colori, accentuati e

in contrasto, altre volte giocate sulle stesse tonalità, ci mostrano una realtà alterata e fantastica

che ci penetra ma si inserisce allo sguardo con delicatezza.

 

FANTINI ci fa così entrare attraverso uno stile immediato ed una tecnica elaborata in un mondo,

come quello dell’infanzia e dell’adoloscenza, il cui il simbolico predomina sul reale. Il gioco delle

proporzioni e degli equilibri, i decori che si inseriscono tra figure apparentemente simili, mostrano

la costante rivalutazione e messa in discussione da parte dell’artista dei fatti riguardanti la

rappresentazione. Dipinti preparati con gesso, colla di marmo nascono dall’accurata

sapienza nell’uso dei materiali e di tecniche acquisite nel corso degli anni. Tessuti sovrapposti e

accostati, raffinati broccati, effetti pittorici di craquelé e a volte il cemento, fanno così da sfondo

alle eleganti figure dei suoi dipinti donando carattere e gusto materico alla sua incessante ricerca.

Viviana Quattrini

 

 

 

 

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2014 - CRACKED/FABRIC

 

 


Cracked/fabric è il nome dell’ultima serie di opere dell’artista romano Roberto Fantini.

Tessuti sovrapposti e accostati, raffinati broccati, effetti pittorici di craquelé, fanno da sfondo alle eleganti figure dei suoi dipinti.

Nato a Roma nel 1960 dove si diploma al Liceo Artistico di Via di Ripetta, spirito versatile, Fantini negli anni ha saputo portare avanti diverse passioni. Ballerino professionista, attore, fotografo e scultore, la sua attenzione è però da sempre rivolta alla pittura. Anche il periodo di 14 anni passati in viaggi e lunghi soggiorni in Asia, in particolare in Tibet, come lui stesso racconta, non hanno fatto altro che accrescere la sua ricerca:

I miei viaggi e i luoghi vissuti hanno avuto una forte influenza sulle mie opere, così come ne ha avuto il rigore della danza.

Atmosfere silenti custodiscono il segreto di una pittura che conduce attraverso il gioco di forme e colori in mondi sospesi. La candida purezza dei suoi protagonisti, assorti in delicate questioni, cattura lo spettatore interrompendo la sensazione dell’incessante scorrere del tempo. Le figure astanti oppure in bilico si stagliano su scenari anch’essi indefiniti.

I nostri sensi, attutiti da una innocente e serena mancanza di certezza, colgono lo stesso sbalordimento delle bambine e delle giovani ragazze raffigurate. Queste sotto forma di semplici ed espressive silhouettes, si scrutano intorno incuriosite. Colti, in una costante scoperta, attraverso piccoli cenni, mostrano le loro perplessità.

Peluche, animali e giochi a cui vengono affiancate queste tenere figure sembrano rappresentare l’unica certezza e, come i volti raffigurati sullo sfondo, talvolta predominano. I colori, a volte accentuati e in contrasto, altre volte giocati su le stesse tonalità, ci mostrano una realtà alterata e fantastica che ci penetra ma si inserisce allo sguardo con delicatezza.

Roberto Fantini ci fa così entrare attraverso uno stile immediato ed una tecnica elaborata in un mondo, come quello dell’infanzia e dell’adolescenza, in cui il simbolico predomina sul reale. Il gioco delle proporzioni e degli equilibri, i decori che si inseriscono tra figure apparentemente simili, mostrano la costante rivalutazione e messa in discussione da parte dell’artista dei fatti riguardanti la rappresentazione. Dipinti preparati con gesso, colla e polvere di marmo nascono dall’accurata sapienza nell’uso dei materiali e di tecniche acquisite nel corso degli anni. Mentre il craquelé, le stoffe ed il cemento su tela sono quegli elementi che donano carattere e gusto materico alla sua incessante ricerca, l’idea delle figure stilizzate nasce come esigenza primaria dell’artista di apporre la propria firma.

Con un curriculum di numerose mostre personali e collettive che lo vedono anche esporre permanentemente in gallerie sia in Italia che all’estero (Francia, Paesi Bassi, Libano, Usa) il suo percorso è ampiamente convalidato.

I suoi ultimi lavori saranno prossimamente visibili nella mostra personale presso la galleria romana RvB Arts in via delle Zoccolette 28 nel febbraio 2015.


Viviana Quattrini

 

 

 

 

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In una calda giornata di fine agosto ho incontrato Roberto ad Abbadia San Salvatore paese natale di sua moglie e di chi vi scrive, trascorrendo il tempo a parlare sulle origini della sua arte e di come questa si sia evoluta negli anni.
Dopo quest’incontro posso affermare con certezza che Roberto è stato letteralmente scelto dalle Muse che gli hanno donato le virtù per eccellere nella danza, nel teatro, nella pittura e nella scultura oltre a donargli una grande passione per la fotografia e per l’architettura.
Entrato per gioco all’età di 16 anni in una scuola di ballo a Roma, diviene dopo pochi anni primo ballerino, per poi coltivare esperienze nel mondo del teatro e della scenografia ed iniziando a dipingere la notte, principalmente per se stesso. Esperienze di lavoro e la voglia di conoscere nuove culture lo hanno portato a girare il mondo: da prima l’Europa, poi L’Asia ed il Tibet. Ed è proprio il Tibet con la sua cultura, le sue tradizioni ed i suoi colori che affascina Roberto ed è qui che dobbiamo cercare le origini delle sue ‘’figure nere’’della serie di cui fanno parte ‘’La danse Nitria’’, ‘’Profumo di Fragole’’, ‘’Giovani Amazzoni’’ e molti altri ancora, tutti caratterizzati da figure femminili che danzano ad una ritmo percepibili su di uno sfondo, che come ci dice l’artista, è stato concepito come opera finita. Le figure, sono intese da Roberto come la Firma dell’autore, uniche nelle loro peculiarità, sempre riconoscibili con le loro movenze che rispecchiano i tanti anni trascorsi a ballare e a studiare la tecnica della danza.
Una forza prorompente, contraddistingue le opere che compongono la serie degli ‘’screpolati’’dove i soggetti resi nella sua veste minimale riescono a rapire lo spettatore e a portarlo in un mondo fatto di sintesi ed in molti casi ludico, dedicato alle esperienze di vita di fanciulli o giovani donne, richiamando sempre, a volte in piccoli particolari, il ritmo e la danza. Come dice l’autore le sue opere nascono da piccoli collage di figure, immagini od oggetti che lo hanno colpito nella sua vita e che amorevolmente ha messo da parte per poi usare, quando al momento giusto tutti questi oggetti gli reclamano di divenire opera d’arte. Un esempio in questo senso è l’ultima serie del 2013 le ‘’Duchesse’’dove l’ispirazione è nata da una mostra visitata qualche anno prima e dedicata agli abiti rinascimentali delle corti europee.
Un’artista eclettico che richiamato dalle Muse ha scoprire nuove arti, ha iniziato l’esperienza scultorea. Ciottoli di fiume, compongono la parte centrale dei suoi possenti animali in bronzo: cavalli, rinoceronti, tori e maiali. La sua scultura come l’unione della natura intesa come secolare, come secolari e usurati dalle acque sono i ciottoli che trasporta il fiume, e la più difficile delle tecniche scultoree, la fusone a cera persa, per dare vita ad una forma nuova e vitale.

di Linda Coppi

 

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Accessible Art di Romano Maria Levante (http://www.arteculturaoggi.com/)

 

Ci attirano le figurette alla parete di Roberto Fantini, tecnica mista su tela, con titoli accattivanti: "Tornare a sognare" e "Cadeaux", "Robe Orange" e "Silenzio", "Due bambine" e "Ho sonno". Le sagome delle bambine con la gonnellina a campana in un cromatismo semplice ed essenziale come la forma, ci hanno fatto pensare a un "naif" adulto: lo abbiamo detto allo stesso autore che ci ha indicato le "screpolature" sul fondo di tutti i dipinti da considerare come suo sigillo, e ci ha rivelato di essersi ispirato a fotografie molto particolari di tempi passati e di paesi lontani. Cerchiamo di capirne di più dalla sua biografia di artista molto eclettico, è stato anche ballerino professionista e attore, oltre che pittore e scultore; e veniamo a sapere che ha viaggiato per 14 anni lontano dall'Italia soggiornando a lungo in Asia e in particolare nel Tibet, entrando in contatto con forme di arte primitive. Più che nelle suggestioni dell'infanzia il suo "naif" adulto ha le radici nei richiami primordiali, che lo portano all'essenza nella forma e nel contenuto. Che le "screpolature" siano i segni del tempo come sfondo ammonitore ad immagini spensierate e leggiadre?

 

Romano Maria Levante

 

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Gli screpolati di Elisa Govi


Le figure di Roberto Fantini sono evocazioni di un breviario di stati emozionali segnati dalla sensorialità del presente, sono archetipi meta-fisici di sensazioni sfiorate, guizzi del pensiero, ritmi della mente.
Bastano poche linee per configurare una presenza, bastano un contorno e la sua ombra per restituire una attitudine della mente. Senza volto, senza sguardo, sembra di riconoscerle queste forme, le loro storie, i pensieri: i gesti si proiettano nell'oggi, sopra spazi screpolati da stratificazioni temporali e ci evocano emozioni riconoscibili, ci parlano di noi, come icone di verità essenziali temporanee, sono già graffiti del presente.

Elisa Govi

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Roberto Fantini's figures evoke a number of emotions marked by senses of

the present, they are meta-physical archetypes of touched sensations,

flashes of thoughts, rhythms of the mind. He uses just a few lines to

create a presence, its outline and shadow are enough to comprehend.

Without a face, without sight, we have the impression to recognize these

forms, their story and their thoughts: their gestures are projected into

our modern times, on spaces cracked by layers of time, and they bring deep

emotions with them, they talk about ourselves, as icons of essential

truth, they become contemporary graffiti.

Elisa Govi

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• IL GIOCO DEL ROVESCIO di Maria Rita Montagnani

 

Roberto Fantini è di sicuro un artista avvezzo alle intemperie della vita, dalle cui

Insidie si schermisce con il suo ombrello “ripara –sogni”. In verità sotto quell’ombrello

ha riparato anche il suo fantasmagorico mondo, con cui da sempre si intrattiene con

un altrettanto strabiliante gioco del rovescio. In questo ludico e lucidissimo intento,

questo artista-bagatto, contrappone la seriosità dell’esistenza ad una visione delle

cose scanzonata ma ancora incantata, dove momenti di alta poesia, si alternano a

momenti di grande e gioiosa solarità. La sua pittura come avviene anche nel sogno, ci

dice questo come se fosse quello, ed ogni cosa ne rimanda ad un’altra, magari al suo

diretto contrario.

 

Così l’apparato dei simboli si sovrappone all’armamento dei ricoedi, ed essi a

loro volta rimandano alle mobili fantasticherie del giorno, ma anche alle valenze

oniriche del mondo notturno. La rappresentazione compositiva è strutturatain una

geometrizzazione dello spazio mentale prima ancora che fisico, dove compiutamente

si realizza attraverso precise simmetrie di segni, molto spesso caratterizzate

da silhouette animali che hanno molto poco a che fare con il mondo animale e molto

con quello mitologico.

 

La dimensione irreale delle opere di Fantini, avvolge ogni figura nell’essenza della

propria sintesi formale, per cui quanto più la forma si trova stilizzata, tanto più grande

è l’energia che essa sprigiona. I cromatismi accesi, talvolta timbrici e brillanti, vanno

dalle gamme calde a quelle fredde, dalle ocre e i gialli vivissimi agli azzurri intensi,

a sottolineare il profondo coinvolgimento emotivo e spirituale dell’artista, che gioca

anche con gli umori dei colori oltre che con i propri. La sua arte è una commistione

magica del mondo infantile e di quello ancestrale, ne possiamo cogliere gli echi

in quei delicati richiami alle figurazioni primitive ed anche all’arte negra, nel cui

connubio possiamo percepire al contempo l’atmosfera vibrante di certe opere di

Matisse.

 

In questo contrapporsi di primitivismo e di moderno, fino al linguaggio

ontemporaneo, si articola un percorso artistico complesso e tuttavia sintetico, le cui

fasi sono stigmatizzate in una straordinaria “joie de vivre”, che per Fantini è esperienza

continua di un inestinguibile vitalità interiore. Per ciòche concerne l’altra forma d’arte

di Roberto Fantini, la scultura, anch’essa gioca al rovescio con le cotraddizzioni del

mondo, la sua predilezione per i volumi pieni e per la rotondità, ci parla di un desiderio

perenne di armonia, di equilibrio tra i propri sogni e i propi bisogni. Sia attraverso la

sempre intrigante, mai retorico o banale, bensì poetico e sognante.

 

Così ci fa vedere le mirabolanti peripezie del giorno attraverso quelle della notte,

trasferisce la luminosa gloria del passato nel rutilante nulla del nostro presente,

ed opera l’incantesimo della gioia che sopravvive allo sciogliersi nelle lacrime di

un grandissima malinconia. “Non dirmi che la luna splende, mostrami il riflesso

della sua luce nel vetro infranto” dice A. Cechov, ed è esattamente ciò che fa anche

Roberto. Esso ci mostra come la bruciante nostalgia del mondo perduto, dell’infanzia

perduta, del paradiso perduto, sia infine la spinta creativa che porta questo artista a

ricostruirne l’ordine e la grandezza, ricreandola e re-inventandola in ogni sua opera.

E lo fa cON un gioco che è sogno, ma nel gioco del rovescio il sogno è la sua realtà.

 

Maria Rita Montagnani

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• Un archetipo non necessita di contestualizzazioni. Il fondo rosso o giallo che sia, è solo il risalto

della sua evidenza. Il cavallo è per Fantini l'archetipo e diventa pura forma significante.

L'artista ne estrae l'essenza in un lavoro di sintesi e di equilibrio che gli consente di moltiplicare

il risultato, come nel Dittico, o di concentrarne la presenza-fulcro, come in Me gusta el rojo.

Nella scultura Fantini continua la sua coerente ricerca ed Alisha ne è il risultato felice ma

d'improviso la materia, le materie prendono vita e l'archetipo si anima di slancio e se

le zampe di Hisham sono ancora saldamente al suolo, Jamil, saliente, si protende al cielo.

 

Alessandra Ghidoli

 

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• L'arte pittorica di Roberto Fantini appare palpabilmente come la resa di un viaggio interiore
intrapreso dall'artista verso luoghi terreni ancora intonsi, misteriosi ed affascinanti che forse
riesce ormai solo lui a soffermarsi.


Nelle sue opere, pressocchè in tutte vi è la trascrizione di un'esile figura,memore delle figure
rupestri, qui però tenacemente rapportata in una chiave ironica-contemporanea:si guardino
ad esempio il voluto inspessimento di alcune parti delle figure per accrescerne magari così
il movimento,la leggiadria o l'eleganza.


Alcuni lavori sembrano memori dei vestiti di pelle dei Nativi Americani, altre volte la sua
pittura si spinge verso esiti più astratti. Ma anche in questi si avverte qualcosa di non detto:
pare persino di poter sentire dei speziati lontani profumi nella multimaterialicità delle
composizioni. E poi costante anche nei lavori astratti, quella filiforme sagomina che passa
silenziosa, quasi a preannunciare che l'iter ed il percorso interiore dell'artista non si è ancora
fermato,ma che deve ancora approdare a nuove verità, da trascrivere poi con calde cromie
a noi profani fruitori.


VALERIA S.LOMBARDI

 

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• Da critico e da artista, pur non avendo visto dal vivo le tue opere, le trovo affascinanti e necessarie: mi ricordano le muffe, le facciate scrostate delle case, i fresco-graffiti, l'essenzialità di una guerra, in questo caso d'arte, dove tutto si colloca senza forzature, perché tutto serve nell'emergenza. Pittura e scultura, sane e sanate, per malati di luoghi comuni e per cercatori di bellezza, fuori dal chaos, nel Tempo che fugge senza ricatti.
L'invito tuo latente è a riordinare la psiche e a perfezionare la ricerca dell'anima della materia, che spesso scompare insieme alla sua poesia. Tutto con toni che non urlano ma che segnano, con ponti di significato, gli approdi possibili. Ruggini e metalli che scrivono emozioni per le stampelle della realtà, denudata dalla fantasia. Complimenti davvero.
Da astrologo, penso che tu sia in una stagione d'oro, perché potrai dare voce al silenzio, alla ricerca di un altrove, alla morte e all'invecchiamento, al bisogno di congiungerti con la Natura, alla religione laica del fare arte, senza rabbie, impazienze e rancori. Ti aspettano successi e nuovi modi, tutti riusciti, d'espressione.
E' la maturità di chi non ha perso l'infanzia e la può rivivere, senza costrizioni o formalismi. E' l'attesa sospesa. Con Plutone nel tuo Segno, cambierai gusti, sfide, attaccamenti, sensibilità, ribellioni, passioni erotiche, stati d'animo, sempre con l'ironia di chi gioca seriamente e potrai dare finalmente risposta a ciò che è realmente il Potere(il successo, il cuore o il farsi dell'esistenza?) e che conta per te. Buona Fortuna e buona Primavera di sorprese.
Luca Sartini
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-Figure ancestrali popolano le opere di Roberto Fantini, elementi primari dalle linee nette e decise, vuoti nella definizione eppure pieni nel colore. Sono forme screpolate come affreschi antichi che vengono fuori dalla tela quasi logorati dai ricordi. Lo spazio su cui si stagliano è un non-luogo, una cavità in cui vivono indipendenti e dove agiscono fuori dal tempo. I protagonisti non affollano la composizione pittorica ma cercano spesso il proprio doppio, quasi come immagini allo specchio in eterna ricerca del proprio alter-ego che ne conforti la solitudine. Fanciullezza e pubertà sono delicatamente ritratti, in un alternarsi di movimenti lenti e semplici accostati alla fissità del mondo animale che appare nella purezza di un pensiero primigenio. Anche la tridimensionalità delle sculture di Fantini sembra un ritorno alla primordialità. L'uso di materiali insoliti come i ciottoli che aiutano a plasmare le rotondità e le masse corporee, è un forte segnale di appartenenza materica, non di riutilizzo ma di precisa funzionalità. L'autosufficienza plastica si evolve con il bronzo lasciando fori, aperture che contribuiscono alla partecipazione con l'esterno, a sedare quell'esigenza e quella essenza fondamentale della scultura che è il coinvolgimento spaziale.

 

Graziella Melania Geraci

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